La fattura elettronica è ormai uno strumento utilizzato quotidianamente dalla maggior parte delle aziende e dei professionisti. I software gestionali permettono di creare, inviare e registrare le fatture in modo semplice e veloce.
Tra gli elementi che spesso generano dubbi c’è la Natura IVA, un campo obbligatorio in particolari situazioni e ancora oggi fonte di confusione.
Cos’è la Natura IVA?
Ogni riga di una fattura elettronica deve indicare l’Aliquota IVA applicata all’operazione, ad esempio 22%, 10%, 5% oppure 4%.
Nella maggior parte dei casi è sufficiente specificare l’aliquota corretta e il calcolo dell’imposta viene eseguito automaticamente.
Esistono però operazioni per le quali l’IVA non deve essere applicata. In questi casi l’aliquota viene impostata a 0%.
Quando l’Aliquota IVA è pari a zero, nella fattura elettronica diventa normalmente obbligatorio indicare anche il campo Natura, che serve a specificare il motivo per cui l’imposta non viene applicata.
In altre parole, la Natura identifica la tipologia fiscale dell’operazione quando questa non è imponibile, è esente, non soggetta oppure rientra nei casi di inversione contabile (reverse charge).
Cosa prevedono le specifiche tecniche?
Le specifiche della fattura elettronica definiscono la Natura IVA come:
“Codice che esprime la natura delle operazioni che non rientrano tra quelle imponibili o nei casi di inversione contabile.”
Le stesse specifiche stabiliscono inoltre che:
- il campo Natura deve essere valorizzato quando l’Aliquota IVA è uguale a 0;
- se viene indicata una Natura con un’aliquota diversa da zero, il file viene scartato dal Sistema di Interscambio con l’errore 00401;
- fanno eccezione alcuni documenti particolari, come il TD16, per i quali sono previste regole specifiche.
Quali sono i codici Natura IVA?
I codici Natura previsti dalla fattura elettronica sono:
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| N1 | Escluse ex art. 15 DPR 633/72 |
| N2.1 | Non soggette ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies DPR 633/72 |
| N2.2 | Non soggette – altri casi |
| N3.1 | Non imponibili – esportazioni |
| N3.2 | Non imponibili – cessioni intracomunitarie |
| N3.3 | Non imponibili – cessioni verso San Marino |
| N3.4 | Non imponibili – operazioni assimilate alle esportazioni |
| N3.5 | Non imponibili – dichiarazioni d’intento |
| N3.6 | Non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond |
| N4 | Operazioni esenti |
| N5 | Regime del margine / IVA non esposta in fattura |
| N6.1 | Reverse charge – cessione di rottami e materiali di recupero |
| N6.2 | Reverse charge – oro, argento e oreficeria usata |
| N6.3 | Reverse charge – subappalto nel settore edile |
| N6.4 | Reverse charge – cessione di fabbricati |
| N6.5 | Reverse charge – cessione di telefoni cellulari |
| N6.6 | Reverse charge – cessione di prodotti elettronici |
| N6.7 | Reverse charge – prestazioni nel comparto edile e settori connessi |
| N6.8 | Reverse charge – operazioni del settore energetico |
| N6.9 | Reverse charge – altri casi |
| N7 | IVA assolta in un altro Stato membro dell’Unione Europea |
Conclusioni
La Natura IVA è quindi un’informazione fondamentale nella fattura elettronica quando un’operazione non prevede l’applicazione dell’IVA.
Se viene indicato un codice errato oppure viene omesso quando obbligatorio, il Sistema di Interscambio può scartare la fattura oppure il documento potrebbe risultare fiscalmente non corretto.
Per questo motivo è importante conoscere il significato dei vari codici Natura e scegliere quello più adatto al tipo di operazione effettuata.